Si insegna che abbassare la guardia non è conveniente se si gioca a scacchi, se si fa scherma o nel caso di qualsiasi sfida. Ma nessuno ci dice che la vita è tutta una sfida in cui se si abbassa la guardia si viene sommersi. Da cosa? Non lo so, chiunque ora lo stia leggendo sta pensando a ció che gli fa sentire un peso sul petto quando apparentemente va tutto bene. Sì, va tutto bene perchè ognuno di noi sta avendo proprio adesso la sua rivincita, ognuno sta pensando che essere felici è un diritto e ognuno sta pensando che magari non è nemmeno così ma crederci lo stesso è metà dell'opera. Ma c'è qualcuno che pensa ancora che la mancanza è quel peso schiacciante sul petto e che non basta essere ottimisti perchè vada tutto bene? La mancanza rimane, non è la rivincita sulla nostra vita che la assottiglia fino a farla sparire. La mancanza è l'inconscio che torna a galla quando meno ce lo si aspetta, avrebbe detto Freud. La mancanza è ció che cerchiamo, diceva Platone...
'Siamo un sogno nel sogno' perchè il primo sogno siamo noi in quanto dubbia esistenza, e viviamo in una vita che solo illusoriamente ci sembra di vivere, alla fine forse c'è un percorso che dritto o storto siamo costretti a seguire, come delle marionette. Vedevo un film di Pasolini, ispirato all'"Otello" di Shakespeare e più che altro completamente reinterpretato. Il tutto si svolge in un teatro, l'ambiente della finzione e delle maschere per eccellenza; i personaggi sono marionette e alla fine il pubblico distrugge i due personaggi principali per dare alla tragedia un lieto fine. Che interpretazione dare? Possiamo pensare di vedere nelle marionette la condizione dell'uomo? Quante volte ci siamo sentiti completamente in balia della nostra coscienza? Una coscienza che alle volte ci ha distrutti. 'La verità scompare appena la si dice ad alta voce', dice Pasolini, quasi come se attraverso l'ammissione di qualcosa a noi stessi ci ri...
Siamo in un'età così critica, quale quella adolescenziale, in cui mettiamo in dubbio anche l'esistenza di Dio , oltre a miliardi di sentimenti che ci scatenano uno stato di vulnerabilità e confusione perenne. Ci si confrontava, e un mio amico mi ha scritto: ' L’uomo ha davvero bisogno di un Dio ? Credo che non ci sia, per l’uomo, un bisogno assiduo di una figura che chiamiamo Dio. Innanzitutto, parliamo di un essere, o meglio direi di una cosa creata da noi fino a prova contraria, e di prove contrarie non ne abbiamo, quindi diamo per buona questa ipotesi. Essendo stato creato dall’uomo , e non me ne vogliate se credete il contrario, serviva e serve ancora tutt’oggi per uno scopo preciso. Dio ci serve nei momenti di difficoltà, Dio è speranza, ma non una speranza qualunque, è il prolungamento di una speranza . Quando la realtà spezza il filo della speranza, Dio fronteggia la disperazione , legando quel filo dove ormai non c’è più nulla. Ma il nodo che tiene legato il fi...
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