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Un volo verso il cambiamento

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Se c'è una cosa che ho imparato oggi è che le persone cambiano. Preciso, non credo nel cambiamento, la mia opinione è più ottimista o pessimista a seconda dei casi. Eraclito diceva che è cambiamento tutto ció che passa da uno stato al suo opposto, cosa abbastanza improbabile se si considera che ció che è in un modo non puó essere poi totalmente diverso. Sarà che Eraclito tranne il 'panta rei' non ne capiva moltissimo di fisica, ma io credo che per le persone non si possa parlare proprio di cambiamento. A poco a poco, a causa di eventi e persone che lasciano il segno in positivo o in negativo, facciamo uscire un lato, una sfumatura, una sfaccettatura di noi che semplicemente non avevamo mai conosciuto. Ebbene sì, nemmeno noi conosciamo bene noi stessi. Come un virus allo stato latente ha bisogno di qualcosa che lo spinga a diventare attivo nell'organismo, così qualcosa ci stuzzica. Correggo anche questo allora. Se c'è una cosa che ho imparato oggi è ch...

Sarà che ho paura di ricordare?

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La gente mi parla del passato e io voglio solo non sentire per tutta la durata del discorso e andare in apnea. Mi esercito pensando a qualche punto per evadere, mi immagino in una busta enorme in cui inizio a fare tanti buchi per respirare, o sott'acqua anche se la pressione per l'altezza fa male alle orecchie. Faccio leva su un dolore, una paura o un pensiero forte pur di non essere trascinata nel turbinìo dei ricordi. Continuano a parlarmi di esperienze , eventi accaduti e per questo nostalgici, frammenti di tempo in cui sono stati felici o magari vicini all'angoscia. E vorrei poter ricordare anch'io e abbandonarmi al mio vissuto con le mie nostalgie e malinconie, eppure preferisco distaccarmene. Ogni ricordo diventerebbe così nitido e denso di emozioni quasi rancorose da non lasciarmi respirare, è successo. Mi succedeva di rivivere il mio ricordo sovrapponendolo alla realtà, immaginavo certe persone nel luogo del presente, ascoltavo quasi parole già dette se non ...

Voglio giocare a fare il re e la regina

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Non necessariamente toglie il fiato quella relazione che fa battere il cuore al primo sguardo, fa venire le farfalle nello stomaco e il desiderio di raggiungere una persona impossibile. Nè tanto meno quella relazione fatta di vuoti e presenze lunatiche, egoismo e desiderio di compagnia nella solitudine. Quelle relazioni lasciamole a chi se le fa bastare. Io voglio di più . Voglio i baci sotto casa e quelli rubati al tempo e alle situazioni complicate, i sorrisi spontanei di gesti inaspettati. Voglio la malinconia accanto ad una spalla speciale, gli occhi in cui rivedere me stessa sotto una luce più critica. Voglio il cuore che batte per l'impazienza di altri attimi da aggiungere ai miliardi passati e le farfalle nello stomaco per aver fatto pace dopo una discussione. Voglio gli occhi che luccicano dopo un'assenza di giorni che sembrano mesi.  Io non voglio il colpo di fulmine e lo sguardo stampato nella mente per giorni. Voglio qualcosa che duri e che si riveli...

Non crediamo a chi ci dice che Peter Pan è l'eterno fanciullo

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Mi piace Peter Pan perchè insegna a crescere. Non è vero che è il prototipo di bambino che non cresce mai, l'eterno fanciullo. Peter Pan insegna a crescere rimanendo bambini dentro, perchè non è vero che si cresce con l'età. E Peter sapeva cosa significava non avere dei genitori e quanto fosse doloroso vivere 'nel mondo dei grandi', con così tante architetture fittizie e poca memoria. Gli adulti dimenticano, una volta diventati adulti. Lo diceva il Piccolo Principe che tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi si ricordano che significa vedere il mondo con quegli occhi di fanciullino. E non hanno più nemmeno la pazienza di leggere una favola, di rimboccare le coperte, di ballare, di ridere, di vedere un fiore e stupirsi, di arricciare il naso davanti ad un odore strano.  Peter Pan credo avesse paura di diventare grande e di perdere quella freschezza e quella 'ingenuità' travestita dalla voglia di rimanere sempre il bambino...

Ti lasci paralizzare dall'attesa?

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Siamo soli e abbiamo paura di questo. Siamo soli perchè mai nessuno sarà in grado di sovrapporsi alla nostra anima e noi segretamente lo odieremo. Siamo soli perchè pretendiamo relazioni sincere senza accorgerci che siamo i primi a venirne meno. Siamo soli perchè cerchiamo tutta la comprensione del mondo senza capire l'altro. Siamo soli perchè preferiamo fare da soli dal momento che non ci fidiamo nemmeno di noi stessi, figuriamoci degli altri. Siamo soli perchè ogni sera ci ritroveremo sempre a pensare alla giornata e a parlare a noi stessi. Mulinelli di immagini e pensieri si intrecciano e scompaiono, e ricompaiono sotto forma di paura, molte volte. Quelli che erano bisogni diventano pretese e poi miseramente paure. Abbiamo così tanto bisogno di affetto quando questo viene meno, da pretenderlo da chi ci sta attorno perchè abbiamo il diritto di stare bene. E siamo avidi di baci, e di carezze, e di abbracci. Ne vorremmo ancora e ancora, vorremmo certezze, che q...

Esistenzialismo, ovvero una vena di ottimismo

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Non ho ancora studiato Sartre o Kierkegaard che per ora rimangono nomi che nemmeno so pronunciare. Ma ho ascoltato me stessa e le complessità di noi stessi. Mi affascina la medicina, ma mi rapisce la psicologia. L'uomo è l'essere più poliedrico, l'ingranaggio più curioso, l'oggetto di studi di psicologi e psicanalisti che rimarrà sempre un mistero in fondo. Possiamo conoscere un buco nero o mandare una navicella nello spazio, d'altronde ci ha sempre affascinato ció che è distante da noi. Ma poi l'attenzione di qualsiasi questione esistenziale si è spostata sull'uomo, sul perchè della vita. Sin da quando ero piccola, credevo che fosse inutile vivere per poi morire, perchè, non nascondiamolo, siamo esseri messi al mondo per illuminarci e in men che non si dica, spegnerci. Una contraddizione, un inutile spreco per una natura che si preoccupa addirittura di giocare coi cromosomi. Ma crescendo sono arrivata a credere che esistiamo per lasciare il segn...