Crediamo perchè non possiamo farne a meno
Quando lessi per la prima volta Lucrezio e Orazio capii perchè l'epicureismo piaceva così tanto, sfoggiava la sua razionalità in modo che l'uomo rimanesse in degli schemi di certezze . La vita era un insieme infinito di goccioline o atomi che potevano incontrarsi e formare un fiore, un corpo, una mont agna, una sedia; dividersi e il nulla . L'esistenza era precarietà ed esisteva il destino come meccanismo di un cosmo che rispettava regole così precise da rendere indolore la morte, la naturale liberazione di quelle goccioline. Così l'uomo epicureo sapeva di avere un'esistenza limitata e lo accettava perchè era l'ingranaggio del mondo a determinare l'esistenza e lui era schiavo di qualcosa che non dipendeva da nessuno. Non pregava nè credeva in un Dio clemente e misericordioso, ogni cosa era riconducibile al caso. Mi piacque tanto questa teoria, tutto ció che è razionale puó essere ben accettato e porta l'uomo in un certo stato di assuefazione...